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donna con helicobacter pylori dolorante

Helicobacter Pylori: il batterio “nemico” dello stomaco

Cos’è l’Helicobacter Pylori e cenni storici

Helicobacter pylori è un batterio gram negativo, spiraliforme, isolato dagli scienziati Marshall e Warren.

Per tutto il secolo scorso si è ritenuto che l’ulcera fosse provocata prevalentemente dall’assunzione di cibi acidi o dallo stress.

Soltanto all’inizio degli anni Ottanta prende forma una nuova teoria, secondo cui l’origine dell’ulcera sarebbe prevalentemente infettiva. Nel 1982, i due medici australiani Robin Warren e Barry Marshall isolano per la prima volta un batterio, Helicobacter pylori, che sembra essere il miglior candidato per spiegare lo sviluppo dell’ulcera gastrica e duodenale. Soltanto nel 1994 il National Institute of Health (Nih) americano dichiara l’esistenza di una stretta associazione tra l’ulcera gastroduodenale e l’infezione da Helicobacter. Nel 1996 la Food and Drug Administration (Fda) approva negli Stati Uniti il primo trattamento antibiotico specifico.

Helicobacter pylori, una volta raggiunto lo stomaco, difficilmente viene raggiunto e attaccato dalle cellule del sistema immunitario, riuscendo così a colonizzare la mucosa gastrica nonostante il pH molto acido dello stomaco crei un ambiente generalmente ostile per la crescita batterica.

Il nostro stomaco, infatti, attraverso la produzione di acido cloridrico da parte di alcune cellule appositamente deputate, le cellule ossintiche (o parietali), ha proprio il compito di rendere il cibo più sicuro, eliminando l’eventuale presenza di batteri patogeni che potremmo introdurre con l’alimentazione. Il batterio Helicobacter pylori, invece, non solo riesce a sopravvivere alle condizioni estreme di acidità gastrica, ma grazie ad alcuni meccanismi propri, riesce a creare attorno a sé un microambiente alcalino che lo protegge e gli permette di colonizzare e proliferare in corrispondenza della mucosa gastrica.

Riesce a sopravvivere nell’ambiente gastrico grazie all’ureasi, un enzima che fa aumentare il pH circostante e riesce a penetrare lo strato mucoso più esterno e ad ancorarsi a quello che ricopre la parete interna dello stomaco, dove l’acidità è inferiore, grazie alla sua con conformazione ad elica, da cui prende il nome.

Dati dell’Istituto superiore di sanità stimano che Helicobacter pylori sia presente nello stomaco di circa 25 milioni di italiani, ma la presenza di H. Pylori nel tratto gastrico non è sempre legata a conseguenze dal punto di vista clinico. L’infezione, infatti, è spesso asintomatica, ma talvolta può provocare gastrite e ulcere a livello dello stomaco o del duodeno, il primo tratto dell’intestino. L’ulcera è un’irritazione o un vero e proprio foro che si forma nella mucosa, che produce un dolore intenso, soprattutto a stomaco vuoto. Inoltre, a lungo termine l’infezione può favorire lo sviluppo di un tumore dello stomaco, aumentandone di 2-6 volte il rischio, o viceversa può proteggere contro questo tipo di cancro.

Infatti, numerosi studi sull’andamento del numero di casi di tumore allo stomaco nel mondo confermerebbero il duplice e opposto ruolo del batterio. L’infezione cronica con Helicobacter pylori è un fattore di rischio per il tumore dello stomaco. Studi recenti hanno dimostrato che il batterio sembra favorire i tumori che si formano vicino al cardias, l’orifizio attraverso il quale l’esofago sbocca e s’immette nello stomaco, aumentandone di circa sei volte il rischio. Per contro, diversi studi suggeriscono che la presenza del batterio, proprio a livello del cardias, riduca il rischio che si formi un tumore in questa sede, invece che aumentarlo. L’effetto protettivo deriverebbe dalla capacità di Helicobacter di ridurre l’acidità dei succhi gastrici, cioè delle secrezioni prodotte dallo stomaco. In tal modo queste diventerebbero meno irritanti per le pareti, riducendo gli stimoli nocivi ripetuti che scatenano lo sviluppo di un tumore.

Lo stesso fenomeno provocherebbe una riduzione del rischio di adenocarcinoma dell’esofago nelle persone cronicamente infette.

Quali sono i sintomi più comuni dell’infezione da Helicobacter Pylori?

  • Bruciore di stomaco
  • Dolore addominale
  • Reflusso gastroesofageo
  • Nausea
  • Perdita di appetito
  • Gonfiore
  • Vomito

 Quali sono le cause dell’infezione da Helicobacter Pylori

Ad oggi, le modalità di trasmissione sono ancora poco chiare e l’uomo è l’unico serbatoio noto di questo batterio. La modalità di trasmissione più probabile è quella orale, o oro-fecale. Altre possibili vie di contagio sono il contatto con acque, alimenti e bevande o con strumenti endoscopici contaminati, ma non esistono ancora dati definitivi al riguardo.

Come effettuare la diagnosi?

Per diagnosticare l’infezione esistono diversi metodi:

  • Test su campione fecale: con un esame diagnostico è possibile andare a ricercare gli anticorpi anti-helicobacter pylori in un campione di feci
  • Test sierologici: consistono nella ricerca nel sangue di anticorpi IgG specificamente diretti contro H. pylori
  • Test del respiro, o breath test: dopo aver somministrato al paziente dell’urea marcata radioattivamente, si misura la quantità di anidride carbonica emessa con l’espirazione; questo gas costituisce infatti il prodotto metabolico del batterio in presenza di urea
  • Endoscopia: durante l’esame vengono prelevati campioni (biopsie) della mucosa dello stomaco e del duodeno, analizzati poi al microscopio alla ricerca del batterio. Questo esame è considerato lo standard ottimale per la diagnosi dell’ulcera ma è un esame invasivo.

Trattamento e prevenzione

Una volta accertata l’origine infettiva dell’ulcera, il trattamento consiste in una terapia a base di uno o due antibiotici. Per alleviare i sintomi, inoltre, vengono solitamente associati farmaci antiacidi, come gli inibitori di pompa. Se viene condotta in modo regolare, la terapia risulta risolutiva nel 90% dei casi.

Poiché si sa ancora poco sulle modalità di trasmissione di Helicobacter pylori, anche le misure preventive disponibili sono scarse. In generale, si raccomanda comunque di lavarsi bene le mani, mangiare cibo adeguatamente cucinato e bere acqua sicura.
nutrizionista da percorso contro helicobacter pylori

Quale può essere la terapia nutrizionale?

La terapia nutrizionale deve comprendere l’eliminazione o la limitazione degli alimenti che vanno ad aumentare la secrezione di succhi gastrici e che esercitano una pressione sullo stomaco favorendo il reflusso gastrico.

Cibi da evitare o da ridurne al minino la frequenza di consumo:

  • Vino e superalcolici
  • Caffè e bevande/alimenti contenenti caffeina o teina (tè, coca cola, cacao, cioccolato, bevande energizzanti)
  • Bevande gassate, liquidi caldi o troppo caldi
  • Spezie piccanti (peperoncino, pepe ecc.)
  • Alimenti di origine animale troppo ricchi in grassi: burro, strutto, margarina, panna, salse (maionese, ecc.), formaggi (spalmabili, fermentati, piccanti, molto staagionati), insaccati (mortadella, salame, salsiccia, pancetta, coppa, ciccioli, cotechino e zampone), brodi ed estratti di carne, minestre, sughi e cibi pronti
  • Pesce conservato in scatola, in salamoia o affumicato
  • Agrumi e succo d’agrumi, pomodoro (soprattutto crudo), cipolla, peperoni, aglio, menta
  • Zucchero, dolci, panna e creme, caramelle, cioccolatini, gomme da masticare

Cibi da consumare con moderazione:

  • Latte, yogurt e ricotta interi
  • Frutta secca

Cibi da preferire:

  • Preparazioni piatti semplici
  • Olio EVO a crudo come condimento
  • Frutta di stagione matura, preferibilmente frutti di bosco
  • Verdura di stagione, preferibilmente cavolo, cavolfiore, broccoli
  • Pasta, riso, avena e altri cereali preferibilmente integrali, patate
  • Pane ben cotto, crackers, wasa e fette biscottate
  • Carni bianche private del grasso, pesce azzurro di piccola taglia, formaggi magri (primosale, ricotta, fiocchi di latte, mozzarella)
  • Acqua in piccole quantità da distribuire durante e tra i pasti (almeno 1.5 l al giorno)
  • Miele
  • Tisane e infusi non zuccherati a base di finocchio, camomilla, malva e liquirizia

Altri consigli comportamentali:

  • Consumare i pasti in tranquillità, in orari regolari ed evitare di saltarli
  • Preferire piccoli pasti durante la giornata (almeno 5)
  • Masticare lentamente ogni boccone
  • Non andare a dormire o sdraiarsi subito dopo i pasti, piuttosto bere una tisana tiepida senza zucchero e fare una passeggiata per favorire la digestione

Bibliografia

  • The Helicobacter Foundation. https://helico.com
  • Epicentro-Istituto Superiore di Sanità
  • https://wwwnc.cdc.gov/travel/yellowbook/2020/travel-related-infectious-diseases/helicobacter-pylori
  • Salman G, Vo K. Family History of Gastric Cancer and Helicobacter pylori Treatment. N Engl J Med. 2020;382(22):2170.
  • Suzuki H, Iwasaki E, Hibi T. Helicobacter pylori and gastric cancer. Gastric Cancer. 2009;12(2):79-87.
  • Marshall B. Helicobacter pylori. Digestion. 2008;78(1):1-2.
  • Marshall BJ. Treatment strategies for Helicobacter pylori infection. Gastroenterol Clin North Am. 1993;22(1):183-98.

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