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ALLERGIE AUTUNNALI: COME RICONOSCERLE E VALUTARLE

Come riconoscere le allergie autunnali

Il periodo di maggior incidenza delle allergie inalanti è sicuramente la primavera, che coincide con la più alta concentrazione di rilascio di pollini da parte di alcune piante. Esistono però altri periodi dove possiamo avvertire questi sintomi senza capirne la causa. Il periodo autunnale è sicuramente uno di questi. Si parla sempre poco infatti di allergie autunnali ma anche in questi mesi possono insorgere fenomeni allergici problematici. I sintomi più comunemente associati alle allergie autunnali comprendono: ostruzione nasale, starnuti, rinorrea, tosse, prurito, bruciore o pizzicore alla gola e respirazione difficoltosa.

La reazione allergica viene scatenata da un primo contatto fra allergene e sistema immunitario che determina la produzione di IgE (immunoglobuline ovvero anticorpi sintetizzati dai linfociti) dirette contro l’antigene (la sostanza riconosciuta dal sistema immunitario come nociva). In seguito, il secondo contatto innesca una serie di meccanismi che comportano lo sviluppo di fenomeni infiammatori nei tessuti coinvolti e la comparsa dei sintomi.

Quali sono i principali allergeni in questo periodo?

Nel periodo autunnale abbiamo sia allergeni esterni legati alla pollinazione di alcune graminacee, della parietaria e di piante tipicamente autunnali, sia allergie associate agli ambienti interni. Questi ultimi, rispetto al periodo estivo, sono meno arieggiati e di conseguenza aumenta l’umidità e con essa la concentrazione degli acari della polvere e delle muffe.

Le reazioni allergiche più comuni in autunno sono quindi quelle scatenate da muffe ambientali, dagli acari della polvere che, proprio in autunno hanno il loro picco di crescita, e dai pollini. Nel caso di muffe e acari, in questo periodo la proliferazione è incentivata dalle prime piogge e dall’accensione dei termosifoni.

Negli spazi chiusi diventano quindi prioritari l’igiene, la pulizia degli ambienti e altre procedure di prevenzione ambientale, soprattutto nelle fasi di allergia più acuta, per eliminare ogni traccia di acari.

Le muffe come per esempio l’Alternaria, l’Aspergillus o il Cladosporium, sono le principali responsabili di scatenamento delle allergie, e nelle persone predisposte, possono portare anche a violenti crisi asmatiche.

Gli acari invece sono piccolissimi animali, della famiglia dei ragni, che sono visibili ad occhio nudo. Si riproducono nella polvere ed è comune trovarli per esempio nelle camere da letto tra i cuscini o il materasso, oppure nei tappetti o scaffali.

Il periodo autunnale potrebbe rivelarsi altrettanto fastidioso anche per le allergie ai pollini. I mesi di ottobre e novembre, infatti, hanno un clima che favorisce la diffusione dei pollini di alcune piante. Le fioriture variano in base alle regioni; nelle regioni calde del Centro-Sud è la parietaria a scatenare le allergie autunnali, liberando pollini da marzo all’autunno. A Nord, invece, sono l’Ambrosia e le graminacee. Ma, a causa dell’aumento delle temperature, determinato dai cambiamenti climatici degli ultimi anni, alcune piante estive continuano a produrre polline anche in autunno, prolungando di fatto il tempo di esposizione agli allergeni.

Durante la stagione autunnale possono insorgere anche alcune allergie alimentari. Esistono, infatti, frutti e cibi tipici di stagione che possono causare intolleranza e reazioni allergiche. Tra questi, la frutta secca, come nocciole, mandorle, noci, arachidi, che possono facilmente scatenare allergie, e alcuni frutti freschi che maturano in questo periodo: kiwi, castagne, fichi, uva e cachi.

Come si effettua una diagnosi di allergie autunnali?

Per diagnosticare un’allergia si può ricorrere ai prick test o agli esami del sangue. I prick test sono dei test cutanei che prevedono l’applicazione di estratti delle diverse fonti allergeniche sulla cute del paziente per poi essere punte leggermente con una lancetta monouso. Tramite l’osservazione della reazione della pelle, lo specialista determinerà a quali di questi allergeni l’individuo è più sensibile.

Gli esami del sangue, invece, si focalizzano sulla ricerca delle immunoglobuline IgE. In particolare si esegue un test chiamato RAST TEST acronimo di RadioAllergoSorbent test. Con questo esame è possibile rilevare nel sangue la presenza di anticorpi di classe IgE specifici per ogni singolo allergene. Clicca qui per approfondimenti sul test.

Gli esami del sangue sono meno invasivi e permettono di testare un numero di allergeni più ampio nello stesso momento. Inoltre vengono sempre effettuati al posto dei test cutanei quando:

  • vi è la presenza di alterazioni della pelle
  • Sono stati assunti farmaci antistaminici

Nel caso poi si riscontri un esito positivo del test, è consigliato rivolgersi al proprio medico curante.

 

Bibliografia

Berger M, Bastl M, Bouchal J, Dirr L, Berger U. The influence of air pollution on pollen allergy sufferers. Allergol Select. 2021 Dec 1;5:345-348.

Health Survey. Lam HCY, Jarvis D; ECRHS I Investigators. Seasonal variation in total and pollen-specific immunoglobulin E levels in the European Community Respiratory. Clin Exp Allergy. 2021 Aug;51(8):1085-1088.

Skoner DP. Allergic rhinitis: definition, epidemiology, pathophysiology, detection, and diagnosis. J Allergy Clin Immunol. 2001 Jul;108(1Suppl):S2-8.

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