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Intolleranze alimentari: FOOD INTOLERANCE TEST il primo test approvato dalla comunità scientificaGennaio 2009 - La rivista scientifica Internazionale THE JOURNAL OF IMMUNOASSAY AND IMMUNOCHEMISTRY valida il Food Intolerance Test di NatrixLab. Un importante riconoscimento a NatrixLab da parte della Comunità Scientifica per l’approvazione del Food Intolerance Test (F.I.T.), il test ELISA che permette la determinazione di reazioni avverse ad antigeni alimentari mediate da immunoglobuline di classe G.
Il F.I.T. è stato utilizzato da Natrix, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, per effettuare uno studio epidemiologico relativo al tanto dibattuto “fenomeno” delle intolleranze alimentari: il primo studio italiano pubblicato dalla rivista scientifica internazionale "The Journal of Immunoassay and Immunochemistry"
La determinazione di IgG plasmatiche in ELISA risulta essere un solido test analitico e diagnostico potenzialmente applicabile in diversi settori, compresa la valutazione delle reazioni avverse alle proteine alimentari. Altre tecniche analitiche vengono da tempo utilizzate per la diagnosi delle intolleranze verso gli alimenti (test Citotossico, Alcatest, Dria test, Vega test, E.A.V., analisi del capello, ecc..). Tuttavia, queste metodiche sono state ampiamente screditate dalla comunità scientifica (Herman PM E Drost LM, 2004; Wüthrich B, 2005) e considerate potenzialmente pericolose se impiegate per la diagnosi delle intolleranze alimentari.
Al contrario, diversi studi pubblicati su riviste internazionali accreditate (Rowntree S et al., 1985; Okahata H et al., 1990; Calkhoven PG et al., 1991; Eysink PE et al., 1999; Eysink PE et al., 2002; Vance GH et al., 2004) hanno evidenziato una correlazione fra processi allergici mediati da IgG verso alimenti con la sensibilizzazione e lo sviluppo di processi allergici di natura diversa, come ad esempio l’asma. In questi lavori si evidenzia una stretta correlazione fra l’aumento delle IgG specifiche verso alcuni alimenti e lo sviluppo successivo di fenomeni allergici come asma, rinite allergica, allergie verso animali, ma anche allergie croniche a proteine alimentari. Il motivo dell’aumento di IgG plasmatiche verso proteine alimentari in soggetti potenzialmente allergici è dovuto ad iperattività del sistema immunitario delle mucose, oppure ad un incremento della permeabilità delle mucose intestinali stesse alle macromolecole proteiche alimentari.
L’aumento di IgG plasmatiche verso specifici antigeni alimentari in assenza ancora di manifestazioni allergiche conclamate ma in presenza di una sintomatologia non specifica, può essere utilizzato come uno strumento predittivo e utile nel correggere in maniera mirata ed accurata il regime alimentare.
Altre ricerche scientifiche sono state in grado di correlare un aumento delle IgG plasmatiche verso proteine alimentari con seri problemi gastrointestinali (Atkinson W. et al., 2004). In questi studi si è rilevato che l’aumento di IgG plasmatiche verso alimenti come carni, uova, latte, lievito, patate, frumento, ecc. è associato con lo sviluppo di una sindrome da intestino irritabile e gravi problemi gastrointestinali. Anche in questo caso, la determinazione quantitativa delle IgG plasmatiche specifiche verso allergeni alimentari può essere utilizzato come strumento diagnostico e predittivo dello sviluppo di patologie intestinali e allergie alimentari.
A tutti gli effetti quindi, diversi studi evidenziano l’utilità e la validità di un test qualitativo, quantitativo e attendibile per la determinazione di IgG plasmatiche verso antigeni alimentari.
Il test ELISA sviluppato da NATRIX è stato utile per effettuare uno screening sulle reazioni avverse alle proteine alimentari (Volpi N e Maccari F, J. Immunoassay Immunochem., 2009). Sono stati considerati 10000 soggetti italiani, di cui 1200 della regione Emilia Romagna.
Questo studio ha permesso di rilevare gli alimenti, tra i 160 considerati, che inducono la più alta produzione di IgG. In particolare, latte vaccino e caprino, derivati del latte, albume e lieviti.
Inoltre è stato possibile verificare che, per alcuni antigeni alimentari, la risposta immunitaria è dipendente dall’età anagrafica dei soggetti analizzati; ad esempio, la risposta IgG-mediata verso l’albume e il latte vaccino aumenta all’aumentare dell’età della popolazione analizzata, mentre non esiste una correlazione fra la reattività verso i lieviti e l’età
L’esperienza quasi decennale di Natrix relativamente al “fenomeno” delle intolleranze alimentari porta ad affermare che i pazienti che si sottopongono al F.I.T., se adeguatamente seguiti da un professionista della nutrizione, raggiungono un effettivo miglioramento del loro stato di salute. Natrix ha sempre sostenuto e continuerà a sostenere l’importanza dell’interazione tra la scientificità della metodica diagnostica, gli aspetti clinici e la terapia personalizza.
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