Natrix Lab

La nostra missione


Consentire a persone di tutto il mondo di realizzare appieno il proprio scopo di vita   

… stimolando un percorso di crescita e ricerca interiore che espanda la coscienza”.

 Mario Brevini
Presidente Natrix
 

La Mission in primo luogo è rivolta a noi stessi, solo se saremo in grado di “farla nostra” saremo in grado di essere da esempio per gli altri.

Non facciamo distinzioni di sesso, credo religioso, cultura, ceto sociale e quindi di zona geografica, gli unici “confini” sono i nostri limiti.

La vita ha lo scopo di permettere alla coscienza di evolvere, grazie alle informazioni pure costruttive di cui può arricchirsi attraverso le esperienze che può vivere nel tempo solo grazie ad un corpo. Lo scopo della nostra vita è aumentare la nostra consapevolezza, prendere coscienza di sé, conoscere la nostra vera natura, tutto quello che ci serve è già dentro di noi: la salute, il lavoro, gli affetti e tutto cio' che si ha sono unicamente volti a fornire i "mezzi" per ottenere e vivere questo scopo.

Il nostro ruolo è quello di accompagnare il paziente che lo desidera a conoscere se stesso, renderlo consapevole delle proprie abitudini, comprese quelle alimentari, del proprio stile di vita.

Il paziente in questo caso diventa il “capo” del processo e diventa responsabile della propria salute e il terapeuta lo strumento per espandere la propria coscienza.

Nello stesso tempo noi ci dobbiamo circondare di altrettante persone che possano aiutare la nostra evoluzione e così attraverso questa spirale di dare e ricevere contribuire insieme alla evoluzione e alla crescita della specie umana.

La coscienza è l’esperienza di esistere: “NOI” siamo pura coscienza, quindi il nostro corpo è parte della nostra coscienza, così come i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri desideri e le nostre paure; ne fanno parte anche altri aspetti che vanno dal gustare una pietanza eccellente a piangere davanti a un tramonto, da un atto semplice come sorseggiare un buon vino ad amare profondamente un'altra persona.

Non dobbiamo dimenticare però che siamo “NOI” e soltanto “NOI” padroni della nostra coscienza: “NOI” decidiamo che cosa pensare, “NOI” decidiamo cosa sentire come risposta all’ambiente che ci circonda e agli stimoli che riceviamo, “NOI scegliamo come percepire gli eventi.

Perciò, se vogliamo che qualcosa cambi, dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e , conseguentemente, il nostro modo di essere. Dobbiamo assumerci la responsabilità dei nostri pensieri e delle nostre azioni e di conseguenza, di ciò che né risulta.

Il processo di guarigione implica, ovviamente, che ci rendiamo conto e cambiamo quello che non funziona per noi.

Il corpo in sé non è ammalato o sano, in lui si esprimono semplicemente le informazioni della coscienza, della psiche, Se queste sono ammalate e mancano di qualcosa, sono indotte a richiamare l’attenzione producendo quelle che noi chiamiamo malattie. Le malattie sono quindi un’informazione della coscienza che vuol far notare una sua necessità, un suo bisogno e lo rivela sul corpo, che diviene così il suo modo di espressione. Per guarire bisogna quindi trasformare la coscienza, integrare ciò che manca, capire le carenze e colmarle. Sia ben chiaro che non si vuole sostituirsi alle cure mediche che tanto spesso hanno effetti benefici: un paziente morto non avrà occasione di capire e quindi evolvere. Si vuole però aiutare il paziente a comprendere fino in fondo la malattia, interpretarne il significato e integrarlo nella coscienza, per arrivare alla vera guarigione non soltanto fisica, ma soprattutto psichica e spirituale.

 

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