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LIPIDOMIC PROFILE


Valutazione del profilo degli acidi grassi plasmatici e di membrana eritrocitaria

 
Con il termine LIPIDOMICA si intende l’identificazione sistematica di lipidi, comunemente definiti grassi, e la loro caratterizzazione strutturale e funzionale in situazioni sia fisiologiche che patologiche.
Le funzioni vitali svolte dai lipidi sono tre:
 
· Sono la più importante fonte di energia. Da questo punto di vista i grassi sono un alimento perfetto. Sono facilmente disponibili, altamente calorici (1 grammo di acidi grassi produce 9 kcal contro le 4 di un grammo di proteine o di carboidrati) e il loro utilizzo a scopo energetico richiede un percorso metabolico relativamente semplice.
· Sono componenti fondamentali di tutte le membrane e giocano un ruolo fondamentale per l’equilibrio strutturale e funzionale delle cellule.
· Sono precursori di sostanze biologicamente attive (prostaglandine, trombossani, leucotrieni) che regolano il sistema cardiovascolare, la coagulazione del sangue, la funzione renale e il sistema immunitario.
Per caratterizzare i lipidi dal punto di vista strutturale e funzionale, risulta determinante conoscere il contenuto di acidi grassi; in particolare è importante valutare la qualità degli acidi grassi presenti nell’organismo.
 
QUALI ACIDI GRASSI?
Acidi grassi saturi (SFA): fungono principalmente da serbatoio di energia e possono essere sintetizzati dall’organismo.
Acidi grassi monoinsaturi (MUFA): hanno funzione energetica e favoriscono la formazione delle HDL (colesterolo buono). Come gli SFA possono essere sintetizzati dall’organismo.
Acidi grassi poliinsaturi (PUFA): hanno importanti ruoli strutturali e metabolici. E’ importante l’assunzione, attraverso il cibo, degli acidi grassi poliinsaturi essenziali. Grazie agli studi di Burr, iniziati nel 1929, sono stati definiti essenziali l’acido linoleico LA (C18:2) e l’alfa-linolenico ALA (C18:3), rispettivamente i capostipiti degli acidi grassi Omega-6 e Omega-3. E’ importante ricordare che, a causa delle loro caratteristiche strutturali, gli acidi grassi poliinsaturi sono molto esposti ai processi di perossidazione, spesso provocati dallo stress ossidativo e per questo motivo, in caso di assunzione di acidi grassi poliinsaturi, è opportuno aumentare l’apporto di antiossidanti.
 
METABOLISMO DELI ACIDI GRASSI ESSENZIALI
L’acido linoleico e alfa-linolenico, assorbiti a livello intestinale, vengono veicolati dalle lipoproteine e trasportati principalmente nel fegato, dove possono essere allungati e denaturati dando origine agli acidi grassi Omega-6 e Omega-3.
L’acido linoleico e alfa-linolenico competono per gli stessi enzimi (elongasi e denaturasi); in questo modo gli Omega-3 inibiscono il metabolismo degli Omega-6 e viceversa. Deficit enzimatici o carenze alimentari possono influenzare negativamente la sintesi dei PUFA.


Biosintesi delle famiglie Omega-6 e Omega-3 degli acidi grassi poliinsaturi
Nelle complesse reazioni coinvolte in questa via metabolica, il fattore limitante è l’enzima Δ6-desaturasi, la cui attività è condizionata da vari fattori: sesso, età, fattori dietetici (alti livelli di colesterolo e grassi saturi; carenza di zinco, magnesio, vitamine, digiuno o diete non equilibrate).
L’attività dell’enzima risulta ridotta anche in particolari stati o patologie come: diabete, alcune forme neoplastiche, sindrome premestruale, malattie cardiovascolari, eczema atopico, alcolismo, infezioni virali, stress. Essa risulta influenzata anche dall’assunzione incongrua di alcuni farmaci.
Dai PUFA si ottengono metaboliti bioattivi: gli eicosanoidi, considerati a tutti gli effetti degli ormoni locali. In particolare dall’EPA derivano prostaglandine e tromboxani con effetti opposti a quelli dell’AA.
 
FABBISOGNO DI ACIDI GRASSI ESSENZIALI
Una corretta assunzione lipidica dovrebbe prevedere un giusto equilibrio tra acidi grassi precursori e derivati. E’ stato dimostrato che un eccessivo apporto di acidi grassi poliinsaturi potrebbe provocare danni metabolici e funzionali come la formazione di lipidi ossidati, l’aumento della velocità di sanguinamento, l’alterazione della funzione immunitaria.
Il fabbisogno di acidi grassi essenziali è legato sia a situazioni fisiologiche (gravidanza, accrescimento, invecchiamento) che patologiche (malattie degenerative, malattie croniche, malattie a carico del sistema immunitario, tumori).
Gravidanza: gli acidi grassi essenziali e i derivati svolgono un ruolo fondamentale per il controllo dell’ipertensione gravidica, la minaccia di parto prematuro e il corretto sviluppo del feto.
Crescita e sviluppo del neonato: l’acido arachidonico e docosaesaenoico sono fondamentali per lo sviluppo del cervello e della retina.
CORRELAZIONE TRA ACIDI GRASSI A LUNGA CATENA E PATOLOGIE
L’interesse per gli effetti favorevoli degli acidi grassi - in particolare degli Omega-3 - sulla salute, è nato alla la fine degli anni ’70 in seguito ad osservazioni effettuate sulla popolazione della Groenlandia. Questi soggetti, nonostante la loro dieta ipercalorica e ricca di grassi (consumavano grandi quantità di pesce), presentavano un’incidenza della mortalità per cause cardiovascolari o tromboemboliche molto più bassa se paragonata a quella di altre popolazioni che seguivano una dieta a basso consumo di pesce.
Da queste osservazioni sono nate una serie di ricerche per dimostrare il ruolo favorevole svolto dagli Omega-3 sulla salute e la loro azione nella prevenzione e nel trattamento di:
 
·patologie cardiovascolari
· patologie dermatologiche
· patologie oculari
· patologie renali
· neoplasie
· malattie neurodegenerative
·malattie infiammatorie
 
E’ stato osservato che la concentrazione ematica di EPA è decisamente inferiore alla norma nei soggetti con patologie degenerative cerebrali, in particolare nella malattia di Alzheimer. Recenti ricerche sul diabete indicano che l’utilizzo dell’olio di pesce ad alta concentrazione di EPA permette la riduzione dell’insulino-resistenza.
I diversi effetti degli Omega-3 influenzano numerosi aspetti dello stato di benessere dell’individuo. Per questo lo stato di buona salute o di minor benessere dipendono dalle scelte che quotidianamente operiamo nell’utilizzo dei grassi alimentari.
 
COS’E’ IL LIPIDOMIC PROFILE?
Il LIPIDOMIC PROFILE permette di ottenere le giuste informazioni riguardo lo stile di vita, la dieta ed eventuali stati patologici del paziente.
Il LIPIDOMIC PROFILE prevede l’analisi degli acidi grassi plasmatici e di membrana dell’eritrocita (globulo rosso). Il test viene effettuato su un campione di sangue venoso.
Il dosaggio degli acidi grassi plasmatici, fotografa perfettamente la situazione degli acidi grassi nel sangue al momento dl prelievo (fino a 7-10 giorni precedenti), ma è suscettibile di ciò che il paziente ha assunto recentemente (es. pasto abbondante in acidi grassi saturi). Il dosaggio degli acidi grassi di membrana eritrocitaria consente una visione più ampia e stabile (i globuli rossi hanno una emivita di 3 mesi) e permette di valutare l’effettiva incorporazione nelle membrane degli acidi grassi (assunti con la dieta o l’integrazione). Questa valutazione è raccomandata anche in caso di patologie infiammatorie croniche come artrite reumatoide e psoriasi.
 
PERCHE’ IL GLOBULO ROSSO?
Il globulo rosso, in quanto addetto allo scambio di ossigeno e sostanze nutrienti a livello di tutti gli organi ed i sistemi del corpo umano, rappresenta molto bene l’equilibrio generale della composizione lipidica delle membrane cellulari.
 
Il LIPIDOMIC PROFILE permette di verificare, nel plasma, anche il rapporto AA/EPA tra acido arachidonico e acido eicosapentaenoico.
Il rapporto AA/EPA si ottiene grazie all’analisi della quota di diversi acidi grassi in circolo. Questo test è stato scientificamente validato.
Tutti i nutrizionisti sono concordi nell’affermare che, per il bene della nostra salute, il rapporto AA/EPA debba attestarsi intorno a 4:1, mentre oggi in Italia è di 15:1. La missione deve essere allora quella di riequilibrare i piatti della bilancia. Uno studio clinico ha messo in luce come fare per bilanciare acidi grassi buoni e cattivi: basta assumere Omega-3 estratti e purificati dai pesci che vivono nelle acque fredde e che si cibano di alghe per abbassare l’acido arachidonico e innalzare l’eicosapentaenoico, riportando alla normalità il loro rapporto dopo 30 giorni di trattamento.
 
La valutazione degli acidi grassi plasmatici e di membrana eritrocitaria consente un’analisi precisa dello stato metabolico e nutrizionale del paziente e permette di valutare l’effettiva incorporazione di terapie integrative.
E’ importante che i dati analitici vengano valutati dal medico insieme ad informazioni relative al paziente: abitudini alimentari, stile di vita, patologie in atto, familiarità per ipercolesterolemia.
 
OBIETTIVO DEL LIPIDOMIC PROFILE
· Valutare lo stato nutrizionale del paziente.
· Evidenziare l’eventuale deficit o l’eccesso di enzimi del metabolismo dei PUFA o di acidi grassi importanti per la salute.
· Fornire un utile supporto nella prevenzione e nella diagnosi delle malattie.
· Monitorare nel tempo il paziente e valutare l’efficacia di eventuali terapie.
 
CAMPI DI APPLICAZIONE
· Patologie dermatologiche
· Patologie cardiovascolari
· Malattie infiammatorie
· Patologie neurodegenerative
· Patologie oculistiche
· Nutrizione
· Obesità
· Monitoraggio della gravidanza
· Invecchiamento
 
CONSIDERAZIONI NUTRIZIONALI
· EPA e DHA
si ritrovano negli alimenti di origine marina, sebbene in concentrazioni differenti nelle diverse specie di pesci; essi vengono ottenuti dagli organismi marini unicellulari che pesci e molluschi assumono regolarmente come cibo.
Alcune alghe e funghi sono fonti di DHA; essi vengono coltivati, commercializzati e talvolta utilizzati come integratori. Il DHA da essi prodotto viene aggiunto al latte adattato per l’alimentazione dei neonati prematuri.
· Acido alfa-linolenico (ALA)
I cloroplasti delle piante sono in grado di sintetizzare l’acido a-linolenico (ALA), per cui questo composto si può ritrovare in alcuni semi e oli di semi; grosse fonti di ALA sono rappresentate dai semi di lino; e dall’olio di soia.
· Acido linoleico (LA) e arachidonico (AA)
Gli acidi grassi Omega-6, in particolare l’acido linoleico (LA) e arachidonico (AA), si trovano in diversi oli vegetali; ne sono particolarmente ricchi l’olio di girasole, di mais e di colza; essi si ritrovano anche nel germe di grano e nel latte materno, e sono particolarmente abbondanti in due piante: la Borrago officinalis e l’Oenothera biennis o Primula notturna.
 
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