INTOLLERANZE ALIMENTARI, SICUREZZA DEI TEST PROPOSTI

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Nelle ultime settimane si è sentito spesso parlare dei test per le intolleranze alimentari, incriminandoli ingiustamente e con accuse infondate.

Titoli passati nelle prime pagine dei quotidiani non aiutano a sfatare i dubbi che sorgono sulla misteriosa morte di una ragazza dopo aver eseguito un test in una clinica privata di Barletta: "Paziente morta dopo test per le intolleranze alimentari”, “Tragedia A Barletta: Muore Una Ragazza Di 29 Anni Dopo Un Test Sull'intolleranza Alimentare”.

Cerchiamo di fare chiarezza su questo infausto episodio: il 24 Marzo una ragazza di 28 anni è morta per la presunta ingestione di sorbitolo “contaminato”, acquistato su internet da una clinica privata pugliese, non certificata. Oggi sembra che la polvere ingerita fosse in realtà nitrito di sodio, tossico per l’uomo se ingerito in grandi quantità, e comunemente usato come conservante negli insaccati dell’industria alimentare.

A cosa serve e come funziona il Breath test al sorbitolo?

Il Breath test al sorbitolo viene utilizzato per la diagnosi di celiachia e funziona come il Breath Test al lattosio per la diagnosi di intolleranza al lattosio per carenza dell’enzima lattasi, responsabile della digestione intestinale del lattosio.

Esso si basa sul principio che gli zuccheri non assorbiti a livello intestinale danno origine a gas, come l'idrogeno, assorbiti dalla mucosa e trasportati dal sangue fino ai polmoni. L’intestino di un soggetto celiaco o con patologie legate a mal assorbimento intestinale non riesce ad assorbire correttamente il sorbitolo, generando quindi idrogeno.

Questo test inizia misurando il livello di idrogeno espirato dal soggetto a digiuno. Dopo questa prima rilevazione, il soggetto ingerisce 5 grammi di sorbitolo sciolti in acqua, e le concentrazioni di idrogeno espirato vengono misurate ad intervalli regolari di trenta minuti, per circa tre ore.

Esistono altri test per la diagnosi di celiachia?

L’unico test che dà certezza di celiachia è la biopsia dei villi intestinali. Ma al giorno d’oggi esistono anche test meno invasivi e sicuri nel diagnosticare il morbo celiaco. Si tratta di test immunoenzimatici, che vanno a ricercare le immunoglobuline di classe G (IgG) e di classe A (IgA) verso le transglutaminasi tissutali e la gliadina deamidata. Un soggetto che vuole verificare la possibilità di essere celiaco può decidere di fare questo screening immunoenzimatico prima di sottoporsi ad una biopsia o ad un Breath Test.

Tutti questi test per la diagnosi di celiachia sono mutuabili e riconosciuti dal Sistema Sanitario Nazionale.

Come funzionano i test per la determinazione delle intolleranze alimentari?

Test Intolleranza alimentareDi test per le intolleranze alimentari ne nascono ogni giorno di nuovi, ma solo il Food Intolerance Test (F.I.T.) ha valenza scientifica, ed è riconosciuto dalla comunità scientifica. È da 12 anni sul mercato nazionale e internazionale e vanta un vasto database. Questo test si basa sulla metodica immunoenzimatica ELISA (Enzyme Linked Immuno Sorbent Assay), che rileva in modo quantitativo, dopo prelievo di sangue venoso o capillare da polpastrello, le IgG presenti nel siero contro numerosi antigeni alimentari di uso comune. Questo test, a differenza di quello al sorbitolo, non comporta ingestione di alcuna sostanza, che sia tossica o non tossica.

Niente a che vedere con il Breath Test “incriminato”.

È sicuro acquistare test per le intolleranze alimentari su internet?

Ovviamente, come in tutti i mercati, occorre essere sicuri della provenienza e dei controlli effettuati sui prodotti rivenduti on-line.

Nel caso del Food Intolerance Test (F.I.T.), ciò che si acquista on-line è semplicemente il kit per l’auto-prelievo del sangue capillare, dispositivo diagnostico in vitro (IVD), notificato e approvato dal Ministero della Salute e certificato CE, sottoposto a controlli di processo, sterilizzato e monouso, per evitare ogni rischio di contaminazione.

Inoltre, tutti i reagenti e le soluzioni utilizzati all’interno dei laboratori NatrixLab provengono da fornitori certificati ed autorizzati alla vendita di tali sostanze. Il campione ematico viene spedito e analizzato all’interno dei laboratori NatrixLab certificati.

Anche dopo l’esito dell’analisi, i soggetti sono seguiti da un team di specialisti medici e nutrizionisti, nella completa sicurezza. Il percorso di recupero della tolleranza non comporta l’uso di alcun farmaco o sostanze da ingerire.

Per NatrixLab l’alimentazione corretta è la prima medicina e la prima prevenzione da utilizzare.

Il laboratorio Natrix S.r.l. è un laboratorio certificato UNI EN ISO 9001:2008 e UNI EN ISO 13485:2008; che risponde annualmente a controlli di qualità e certificazioni da parte di organismi preposti alla valutazione di tutti i processi analitici e produttivi.

Con NatrixLab i nostri clienti possono dormire sonni tranquilli e sereni.

 

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